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Un antico mestiere: “‘O STRICARIO”

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ASSOCIAZIONE ITALIANA OSTRICARI

“Le ostriche sono definite ed identificate come molluschi bivalvi, costituiscono uno dei più apprezzati frutti di mare, esse sono caratterizzate da una conchiglia irregolare e rugosa, di cui la valva sinistra, con la quale il mollusco si attacca alle rocce, è grossa e convessa, mentre la destra è più piccola e appiattita; le larve si sviluppano prima nella cavità del mantello, poi escono e si portano su fondali adatti, dove formano talvolta grandi banchi”.

Un tempo nella città di Napoli non era difficile avvistare, soprattutto nei pressi di località marittime, i chioschi specializzati nella vendita di ostriche, i quali erano dipinti di verde, giallo o nero.

Secondo l’associazione italiana ostricari, l’ostricaro non era un venditore inesperto, ma un vero e proprio intenditore di frutti di mare che serviva ai suoi clienti le ostriche da lui selezionate già aperte e pronte per essere gustate.

Il mestiere dell’ostricaro era considerato una vera e propria arte da tramandare da padre in figlio, solo in casi eccezionali tale arte veniva insegnata a coloro che venivano considerati particolarmente meritevoli.

Il tanto desiderato titolo di “Ostricario Fisico” fu proclamato da Ferdinando II di Borbone, Re delle due Sicilie ad un giovane venditore che gli offrì un’ostrica proveniente dal lago Fusaro, nei pressi del mercato di Santa Lucia. Ferdinando II fu talmente entusiasta del sapore del frutto che, per elogiare la bontà del prodotto, replicò al giovanotto “voi siete un ostricario fisico!”.

ASSOCIAZIONE ITALIANA OSTRICARI

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